Ore 18:30, Corso De Gasperi, bar qualsiasi. Aspetto Unamamma, aka Giuliana.
La vedo arrivare, controlla bene di essere nel posto giusto e…ed è esattamente come me la immaginavo: perfetta. Fresca come una rosa dopo una giornata di lavoro, sembra appena uscita di casa. Guardo la mia immagine riflessa sulle vetrine…appena uscita di casa, sembro reduce da una giornata di lavoro.
Andiamo avanti. Come dicevo, perfetta. Me la immaginavo così. Sorride, si intuisce che è una donna serena, si intuiva già leggendo il suo libro, ma adesso come dire, riesco proprio a vederlo.
Giuliana si accomoda e dopo aver ordinato un aperitivo mi racconta un po’ di sè. La mia missione è conoscerla e intervistarla. Ho anche la macchina foto con me, ma alla fine non la uso, non so, fa sembrare la cosa un po’ strana. Resta lì.
Mentre mi sorride e mi racconta di sè, non posso fare a meno di notare che è a suo agio, sembra che incontri persone nuove ogni giorno e non faccia altro. Invece è una donna impegnatissima: marito, due figlie, un lavoro e una casa cui badare. Non vi pare molto? A me sì. Ma a guardarla, sembra che non abbia pesi sulle spalle, anzi, appena le chiedo cosa fa la sera quando torna a casa, mi dice che si butta in camera con le sue bimbe, nella loro “mischia” e gioca, si coccola le piccole ben bene e poi, solo quando le bimbe si sono “riappropriate” della loro mamma, allora può andare a preparare la cena. Me lo dice con una dolcezza che io in me stessa credo di non aver mai visto nè sentito. Ecco, ve lo dicevo che è dolce!
Parto con le domande.
MAT. Per te è stato più un trauma passare da 0 a 1, oppure da 1 a 2 figli? (Perchè gliel’ho chiesto? Perchè per me lo è stato, da 0 a 1, piuttosto traumatico.)
U. Nessun trauma. Io ero felice di essere mamma e di avere le mie bambine, è stata una gioia, nonostante i problemi. E poi non ho mai sentito un’”invasione” nella mia vita, da sola o con le figlie, non ho mai patito per la mia autonomia. Mi sono sempre sentita fortunatissima.
Questa risposta mi ha stecchita. Mi sono sentita la strega cattiva del nord, mi sono nuovamente guardata nelle vetrine e i miei occhi tradivano pena per me stessa che sono stata così egoista da vedere Anna come un vero e proprio ingombrante e invadente cambiamento nella mia vita. Egoista!
MAT: Perchè e come è nato il tuo blog?
U. In entrambe le mie gravidanze ho avuto problemi. Durante la seconda ho anche perso mia madre. Tutto è stato più “difficile”. Dovevo farmi vedere allegra dalla mia bimba, non potevo sdraiarmi e riposare, non potevo essere depressa. Dovevo reagire e ho reagito. Ma le paure e i problemi che una donna incinta ha non si possono confidare ogni 3×2 a un ginecologo e quindi ho pensato che raccontare i miei problemi, condividerli e parlarne con altre donne come me, mi avrebbe aiutata e avrebbe soprattutto potuto aiutare qualche altra mamma. Sentivo anche di dover sdrammatizzare il ruolo di mamma. Inoltre mi piace scrivere. Non ero consapevole che, in soli 6 mesi, 40mila lettori mi seguissero con assiduità.
Pazzesco, penso io. 6 mesi: 40 mila utenze. Da paura! Questo sta a dimostrare quello che avevo pensato tempo fa: le mamme hanno bisogno di confrontarsi, nel bene e nel male, nella similitudine, ma soprattutto nella differenza. E poi, come dice Unamamma, le mamme necessitano ascolto.
MAT. Perchè dal blog sei passata al libro? L’idea è stata tua?
U. Sì, l’idea è stata mia. Perchè mi sono accorta che ancora moltissime madri non sfruttano la rete, anche se ne avrebbero bisogno. Qualcuna non va su internet a cercare le informazioni ma compra ancora i libri, allora ecco qui, un sostegno per le mamme, non solo online, ma anche su carta.
MAT. Mi è piaciuto molto il capitolo in cui parli della gelosia. Io ho patito un po’ i primi tre mesi di Elena, perchè Anna ci ha messo alla prova. Però mi sono fatta guidare dai suggerimenti di altre mamme, soprattutto dai tuoi. E ora posso dire di essere quasi al buono! Tu di fatto come ti sei comportata?
U. Io mi sono completamente dedicata alla primogenita: anche nelle attività obbligate con la seconda, tipo allattamento, cambio pannolino e via dicendo, ho sempre coinvolto la sorella maggiore, che di fatto, non si è mai sentita gelosa (se non quel minimo fisiologico, ovvio). Anzi, direi che adesso la gelosa è proprio la piccola! Però in linea di massima non si respira aria di gelosia e le bimbe giocano molto insieme.
A questo punto, sono le 20, i baristi ci avvisano gentilmente che sono in chiusura (anche se sul cartello c’è scritto che sono aperti fino alle 21…). Giuliana mi offre l’aperitivo. Devo assolutamente invitarla di nuovo, così posso ricambiare la cortesia! Ma mi sono rimaste ancora un paio di domande.
MAT. Ti senti una Supermamma? Quelle che fanno tutto, sanno tutto, meglio di tutti, sempre e comunque?
Lei sorride.
U. Mi piacerebbe essere perfetta. Sono fatta così, vorrei che tutto fosse perfetto. Ma poi sono diventata mamma e mi sono resa conto che la perfezione è utopia. Tanto vale farsela passare svelti. Così, a parte questa caratteristica, mi sono sentita supermamma solo perchè avevo una latteria a comando. Quello sì che è stato un superpotere.
Fantastica interpretazione dell’allattamento!
MAT. Ho ancora una domanda. Secondo te, Torino è mummyproof?
U. Ma, così per quello che conosco e vivo io, la realtà che mi coinvolge, direi di sì. Insomma, c’è un po’ di tutto, anche se non conosco tutti i quartieri. Ristoranti che accolgono i bimbi e ristoranti che ti nascondono in fondo alla sala vicino ai servizi, così non dai fastidio. C’è di tutto, ma in linea di massima mi pare che siamo organizzati: molti nidi, asili, ludoteche, strutture dedicate.
Unamamma mi dice un paio di cose che mi piacciono: non sopporta le incoerenze. Se vuoi allattare tua figlia per tre anni e lo fai, non ti lamentare, la scelta è tua. (D’accordo, al 100%.) Quando nasce un bambino, una mamma ha già tutto, sa cosa deve procurarsi e ci sono mille sostegni. Per i bambini. Ma la madre, dopo il parto, è pressochè abbandonata a se stessa, ai dubbi, alle paure, ai famigerati sensi di colpa. Ci vorrebbe più sostegno per le puerpere. Manca molto il senso di comunità, le madri fra loro non comunicano o comunque lo fanno troppo poco. (Non avrebbe potuto dire parole più condivise.)
Da quello che mi racconta Giuliana, mi accorgo che è una donna molto sensata, insegna alle proprie figlie un mucchio di cose, valori importantissimi senza filtri, come piace a me. La morte, il sesso, i pericoli, la fortuna. Tutte cose complesse e importanti, ma dette senza veli. Secondo Unamamma non c’è motivo di edulcorare o alterare le verità. Tanto poi la vita gliele deve insegnare comunque, tanto vale che siamo noi a dirgliele, per quello che sono. Non potrei essere più d’accordo.
E così finisce qui il nostro incontro, ho trovato una mamma come tante, ma come nessun’altra. Sono stata felicissima di poterla conoscere e spero di rivederla presto. Grazie Unamamma!


