Care mamme, cari papà,
è già da un po’ che Anna mi fracassa le orecchie con sta storia e adesso ci siamo finalmente organizzati a dovere e stiamo “creando” (questa parola per me suona sempre molto biblica, pure troppo!).
A Pasqua mia cognata aveva portato ad Anna una maglietta bianca e dei pennarelli appositi per scrivere sui tessuti. Da allora se ne va tutta fiera in giro con la sua maglietta con due megagigascarabocchi in bella vista, colori prevalenti nero e marrone. Insomma, roba che se non sapete che l’ha disegnata lei, mi potreste anche chiedere dove ho preso quello “straccio”.
Di fatto, risultato a parte, l’esperienza di dipingersi una maglietta da sè è stata di gran lunga più soddisfacente del risultato stesso. Poter decidere che colori usare, che forme disegnare e che intensità donare è stato quasi galvanizzante per la mia piccoletta.
Così sono ormai mesi che riprende a tratti l’argomento “mami, quando coloriamo un’altra maglietta?”, ma credetemi, la cosa per me ultimamente non è stata poi così semplice: tra portare le piccole e riprenderle all’asilo, lavorare nel mentre, combinare qualcosa a casa e continuare a lavorare anche oltre l’orario mi ha tolto molto tempo che avrei normalmente dedicato alle bimbe a casa.
Ovviamente il signor P è più avanti di me e si è procurato i pennarelli (Tiger o carioca, al momento non ricordo, poi correggerò) per scrivere sui tessuti e le magliette bianche. Da Decathlon un anno fa costavano 2 euro, adesso ne costano 4,99. Potete anche trovarne da OVS, la cifra francamente non me la ricordo. Non so però perchè il prezzo di una magliettina grossa così possa essere aumentato tanto, va be’.
Fatto sta, che due giorni fa è tornata a casa dall’asilo e via, sfogo alla vena creativa. Ha disegnato e colorato due magliette per sè, una per la sorellina e una del signor P, lui ci teneva molto più di lei.
E dovete vedere come se ne va in giro tutta fiera, con la sua maglietta faidate, la mostra a tutti e fa vedere “questo è l’aereo”, una macchietta rossa che somiglia di più alla bandiera della Svizzera con i colori invertiti.
Signore e signori, il potere di far fare qualcosa ai bambini, farglielo proprio fare con le mani, farli sporcare per poi dare alla luce qualcosa di loro, è impagabile. Li fa sentire così bene, così realizzati che non so spiegare la sensazione. E poi non si omologano con tutti gli altri gagni della città che vestono Abercrombie dai 2 anni in poi, e a me questo rende particolarmente fiera.


